Legal AID Società tra Avvocati Srl CERCA ACCEDI

Corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.)

La corruzione per l'esercizio della funzione, prevista dall'art. 318 c.p., è la forma di corruzione cosiddetta "impropria" o "per la funzione". Punisce il pubblico ufficiale che riceve — per sé o per un terzo — denaro o altra utilità, ovvero ne accetta la promessa, in relazione all'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indipendentemente dal compimento di uno specifico atto d'ufficio.

La riforma Severino del 2012 ha profondamente trasformato questa fattispecie: è sufficiente che il pagamento sia correlato genericamente alla funzione pubblica svolta, senza dover individuare un atto determinato in cambio del quale è stata versata l'utilità. Questo ha reso la norma molto più ampia e di più facile contestazione.

La norma

"Il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da tre a otto anni." — art. 318 c.p.

Pene previste

  • Reclusione da 3 a 8 anni
  • Interdizione dai pubblici uffici
  • Confisca del profitto

Differenza con l'art. 319 (corruzione per atto contrario)

Art. 318 Art. 319
Oggetto dello scambio Esercizio generico della funzione Atto contrario ai doveri d'ufficio
Necessità di individuare l'atto No
Pena massima 8 anni 10 anni
Frequenza applicativa Alta (più facile da provare) Alta (nei procedimenti gravi)

Chi è a rischio

Dopo la riforma del 2012, sono esposti all'art. 318 tutti i soggetti che intrattengono rapporti continuativi con la PA, in cui i pagamenti o le utilità possono essere interpretati come "retainer" per ottenere un trattamento favorevole generico:

  • Imprenditori con appalti pubblici continuativi
  • Professionisti che operano regolarmente con enti pubblici
  • Manager di aziende fornitrici della PA
  • Funzionari pubblici che ricevono benefit, regali o utilità da soggetti privati

Casi pratici

Caso 1. Un dirigente di un ente appaltante riceve ogni anno una cena di lusso e regali natalizi da un'azienda appaltatrice. Non c'è uno specifico atto corruttivo, ma la prassi potrebbe integrare l'art. 318.

Caso 2. Un funzionario comunale accetta un compenso mensile da un professionista "per essere disponibile" nel trattare le pratiche dell'ufficio in modo spedito. Nessun atto contrario ai doveri: scatta comunque il 318.

Caso 3. Un medico di struttura pubblica riceve compensi da una casa farmaceutica per la propria "disponibilità" a prescrivere determinati farmaci.

Strategia difensiva

1. Qualificazione dell'utilità. Non tutto ciò che viene ricevuto da un pubblico ufficiale configura corruzione. Regali di modico valore, omaggi consolidati nella prassi commerciale, rimborsi spese documentati possono non integrare l'indebita dazione. La soglia di rilevanza penale dipende dal valore, dal contesto e dalla relazione tra le parti.

2. Assenza del nesso funzionale. Il pagamento o l'utilità devono essere collegati all'esercizio della funzione pubblica. Se il rapporto tra le parti è di natura personale o professionale autonoma, il nesso può essere messo in discussione.

3. Mancanza di accordo. La corruzione richiede un accordo, anche implicito, tra le parti. Se l'utilità è stata ricevuta senza che vi fosse consapevolezza dello scopo da parte del pubblico ufficiale, il dolo può essere escluso.

4. Modello 231 come elemento esimente per l'ente. Le imprese che hanno adottato e attuato efficacemente un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001 possono beneficiare dell'esimente dalla responsabilità amministrativa dell'ente, anche quando il reato è commesso da un soggetto apicale.

FAQ

La corruzione per la funzione richiede che sia stato compiuto un atto specifico? No. È sufficiente che il pagamento sia correlato genericamente all'esercizio della funzione. Questo è il punto di maggiore discontinuità rispetto alla disciplina pre-Severino.

Un'azienda può essere condannata per corruzione commessa da un suo dipendente? Sì, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, se il reato è stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente e non era presente un adeguato Modello 231.

Il corruttore (privato) è punibile? Sì, con la stessa pena del pubblico ufficiale. L'art. 321 c.p. estende la punibilità a chi dà o promette l'utilità.

Sei indagato per corruzione? Contattaci per una valutazione riservata della tua posizione.

Nessun allegato presente

Potrebbe interessarti anche: