La difesa più efficace, nel diritto penale d'impresa, è spesso quella che previene il procedimento prima ancora che si apra. La compliance aziendale — l'insieme dei presìdi organizzativi volti a prevenire il rischio-reato e a garantire la conformità dell'attività alle regole — non è un adempimento formale, ma uno strumento di tutela della società, del suo patrimonio e della sua reputazione. Per l'impresa strutturata che opera a Milano, dotarsi di assetti adeguati e di modelli efficaci è oggi una scelta di governance, prima ancora che una cautela legale.
Il dovere di adeguati assetti.
Il fondamento normativo è l'art. 2086, comma 2, del codice civile, introdotto dal Codice della crisi d'impresa: l'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, e di attivarsi senza indugio per il superamento della crisi. Questo dovere ha trasformato l'organizzazione dell'impresa in un parametro della diligenza gestoria, con ricadute non soltanto civilistiche ma anche penali: un'organizzazione carente diventa, essa stessa, fonte di responsabilità per gli organi sociali.
Il modello organizzativo 231.
Sul versante della responsabilità da reato degli enti, il presidio centrale è il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001. Un modello idoneo ed efficacemente attuato, vigilato da un Organismo di Vigilanza dotato di autonomia e indipendenza, costituisce la condizione per l'esonero dell'ente dalla responsabilità (artt. 6 e 7). La sua costruzione richiede la mappatura delle attività a rischio, la definizione di protocolli decisionali, la gestione tracciabile delle risorse finanziarie, i flussi informativi verso l'Organismo e un sistema disciplinare effettivo. Non un documento da archiviare, dunque, ma un sistema vivo, da aggiornare al mutare dei rischi e dell'attività.
Una compliance integrata.
I rischi penali dell'impresa non sono compartimenti stagni. Il modello 231 si integra con i presìdi sul rischio fiscale, con il sistema antiriciclaggio, con la tutela della salute e sicurezza sul lavoro, con la protezione dei dati personali e con i controlli sui rapporti con la pubblica amministrazione. Una compliance frammentata lascia scoperti i punti di contatto tra i diversi rischi; una compliance integrata, al contrario, coglie le interdipendenze e costruisce un sistema coerente di prevenzione. È in questa visione d'insieme che risiede il valore aggiunto di una consulenza specialistica.
Il whistleblowing.
Tra gli strumenti che la disciplina più recente ha reso centrali vi è il sistema di segnalazione delle violazioni — il whistleblowing — disciplinato dal D.Lgs. 24/2023, in attuazione della normativa europea. La predisposizione di canali di segnalazione riservati e la tutela del segnalante non sono soltanto un obbligo per un'ampia platea di enti, ma un tassello del sistema di prevenzione, capace di far emergere precocemente le criticità prima che si traducano in illeciti.
Il valore difensivo della prevenzione.
Un sistema di compliance ben costruito produce un duplice effetto. In via preventiva, riduce l'occasione del reato e presidia i processi più esposti. In via difensiva, in caso di procedimento, consente di dimostrare l'idoneità dell'organizzazione e di fondare l'esonero dell'ente, oltre a circoscrivere la sfera di responsabilità delle persone fisiche. La cura degli assetti e dei modelli, inoltre, rafforza i rapporti con l'autorità giudiziaria e con gli organi di controllo, e tutela la reputazione e la continuità dell'impresa nei momenti di maggiore esposizione.
La dimensione consulenziale.
L'attività di prevenzione richiede una competenza che unisca il diritto penale dell'economia, il diritto societario e la conoscenza concreta dei processi aziendali: l'analisi dei rischi specifici dell'impresa, la costruzione o l'aggiornamento del modello, la formazione degli organi e del personale, il supporto all'Organismo di Vigilanza. È in questa prospettiva — di difesa preventiva, prima ancora che processuale — che Legal Aid – Società tra Avvocati S.r.l., studio penalistico d'impresa con sede a Milano, affianca imprese e organi sociali nella costruzione e nell'aggiornamento dei presìdi di compliance.
Domande frequenti
Cosa sono gli adeguati assetti organizzativi?
Sono l'organizzazione amministrativa, contabile e di controllo che ogni impresa in forma societaria o collettiva ha il dovere di istituire ai sensi dell'art. 2086, comma 2, c.c., adeguata alla natura e alle dimensioni dell'attività e funzionale anche alla rilevazione tempestiva della crisi e alla tutela della continuità aziendale.
Il modello organizzativo 231 è obbligatorio?
Non è obbligatorio in senso stretto, ma la sua adozione ed efficace attuazione costituisce la condizione per esonerare l'ente dalla responsabilità da reato prevista dal D.Lgs. 231/2001. In assenza di un modello idoneo, la società resta esposta a sanzioni pecuniarie, interdittive e alla confisca.
A cosa serve l'Organismo di Vigilanza?
Vigila sul funzionamento, sull'efficacia e sull'osservanza del modello organizzativo, curandone l'aggiornamento. La sua reale operatività, fondata su autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d'azione, è condizione dell'efficacia del modello e rileva ai fini dell'esonero dell'ente.
Cos'è il whistleblowing e chi deve adottarlo?
È il sistema di segnalazione delle violazioni, disciplinato dal D.Lgs. 24/2023, che impone a un'ampia platea di enti la predisposizione di canali riservati e la tutela del segnalante. Oltre a essere un obbligo, costituisce uno strumento di emersione precoce delle criticità nell'ambito del sistema di prevenzione.
Come si integra la compliance aziendale?
Un sistema efficace coordina il modello 231 con i presìdi sul rischio fiscale, antiriciclaggio, sulla sicurezza sul lavoro, sulla protezione dei dati e sui rapporti con la pubblica amministrazione, cogliendo le interdipendenze tra i diversi rischi e costruendo un assetto coerente di prevenzione.
L'articolo è a cura dell'Avv. Roberto Antonio Catanzariti, avvocato cassazionista, fondatore di Legal Aid – Società tra Avvocati S.r.l., studio penalistico d'impresa con sedi a Milano e nel Lazio. Lo Studio affianca imprese e organi sociali nella costruzione dei presìdi di compliance e nella difesa preventiva, con specifica competenza nella responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001, negli adeguati assetti organizzativi e nel diritto penale dell'economia.
Legal Aid – Società tra Avvocati S.r.l. · Milano · www.legalaiditalia.it
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