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Contraffazione organizzata, confisca e responsabilità 231

Quando la contraffazione diventa organizzata

I reati di contraffazione raramente operano in isolamento: nella maggior parte dei procedimenti di rilievo, ci si trova di fronte a organizzazioni strutturate che gestiscono l'intera filiera — produzione (spesso all'estero), importazione, stoccaggio, distribuzione e vendita — attraverso reti di soggetti coordinati.

Il sistema penale risponde a questa realtà con un apparato aggravante e con norme che estendono la responsabilità all'ente collettivo che si avvantaggia della contraffazione.

Le aggravanti per i reati organizzati — artt. 474-bis e 474-ter c.p.

Art. 474-bis c.p. — Circostanze aggravanti

"Le pene previste dagli articoli 473 e 474 sono aumentate dalla metà a due terzi e si applica la multa da 50.000 a 500.000 euro se i fatti sono commessi in modo non occasionale ovvero per ingenti quantitativi di prodotti."

La pena è ulteriormente aggravata se il fatto è commesso da tre o più persone in concorso, oppure utilizzando attività economiche, imprenditoriali o finanziarie.

Art. 474-ter c.p. — Associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione

Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più reati di contraffazione, si configura il reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) con finalità di contraffazione. Le pene per il reato associativo si aggiungono a quelle per i singoli reati.

La confisca nei reati di contraffazione

La confisca è uno degli strumenti più incisivi nei procedimenti per contraffazione:

Confisca obbligatoria (art. 474-quater c.p.): è sempre disposta la confisca:

  • Dei prodotti contraffatti
  • Degli strumenti utilizzati per la contraffazione (macchinari, attrezzature, stampi)
  • Del profitto e del prezzo del reato
  • Delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato

Confisca per equivalente: se i beni diretti non sono disponibili, la confisca colpisce beni di pari valore nella disponibilità del condannato.

Confisca allargata: in presenza di condanna per reati gravi (incluse le forme aggravate di contraffazione), la confisca può estendersi ai beni di cui il condannato non riesce a dimostrare la legittima provenienza.

La responsabilità degli enti — D.Lgs. 231/2001

I reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p. sono reati-presupposto del D.Lgs. 231/2001, introdotti dalla legge 23 luglio 2009, n. 99. Le aziende che traggono vantaggio dalla contraffazione di marchi possono essere sottoposte a responsabilità amministrativa con sanzioni devastanti per l'operatività aziendale.

Sanzioni pecuniarie: fino a 1.032.000 euro

Sanzioni interdittive:

  • Interdizione dall'esercizio dell'attività
  • Sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze, concessioni
  • Divieto di contrattare con la PA
  • Esclusione da agevolazioni, finanziamenti e contributi pubblici
  • Divieto di pubblicizzare beni o servizi

Il Modello 231 come esimente: le aziende che hanno adottato e attuato efficacemente un Modello 231 prima della commissione del reato, affidando la vigilanza a un OdV indipendente, possono essere esonerate dalla responsabilità amministrativa.

I settori ad alto rischio 231 per contraffazione

  • Moda e abbigliamento: produzione e commercializzazione con marchi altrui
  • Elettronica di consumo: import e distribuzione di prodotti con marchi contraffatti
  • Automotive: ricambi con marchi originali contraffatti
  • Farmaceutico e cosmetico: prodotti con denominazioni false o marchi imitati
  • Alimentare: false indicazioni di origine e DOP/IGP non autorizzate
  • Logistica e trasporti: stoccaggio e movimentazione di merce contraffatta

Strategia difensiva per l'ente

1. Difesa autonoma dell'ente. L'ente deve essere difeso da un avvocato autonomo rispetto a quello delle persone fisiche indagate. I conflitti di interesse sono frequenti nei procedimenti per contraffazione dove persone fisiche e società sono coimputate.

2. Dimostrazione dell'efficacia del Modello 231. La difesa dell'ente si concentra sulla prova che il Modello era effettivamente implementato e non una mera formalità: verbali dell'OdV, formazione del personale, procedure operative aggiornate, sistema di segnalazione interno.

3. Contestazione del vantaggio dell'ente. La responsabilità 231 richiede che il reato sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente. Se il reato è stato commesso da un soggetto apicale per interesse personale e a danno dell'ente, la responsabilità dell'ente può essere esclusa.

4. Collaborazione post factum. L'ente che collabora con l'autorità giudiziaria, risarcisce il danno, elimina le carenze organizzative e adotta un Modello 231 efficace dopo la commissione del reato può ottenere la riduzione o la conversione delle sanzioni.

FAQ

Un'azienda può rispondere per contraffazione commessa da un suo dipendente? Sì, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, se il dipendente era in posizione apicale o se era un sottoposto e l'azienda non aveva adeguati controlli. La responsabilità dell'ente è aggiuntiva rispetto a quella personale del dipendente.

La confisca può colpire l'intera azienda nei reati di contraffazione organizzata? Sì, in caso di reati gravi e organizzati, la confisca può colpire l'intero apparato produttivo e distributivo dell'organizzazione criminale, incluse le aziende che ne facevano parte. Nei procedimenti 231, le sanzioni interdittive possono paralizzare l'attività aziendale.

L'aggravante dell'ingente quantità: quando si applica? La giurisprudenza non ha definito una soglia precisa. Il giudice valuta caso per caso la quantità di prodotti, il valore complessivo e l'organizzazione della condotta. La difesa contesta la qualifica di "ingente" quando i quantitativi sono al limite della soglia.

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